Shuhi gimu

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Il debutto della maiko Satohina さと雛 dell’okiya Nakazato di Kamishichiken fotografata da Onihide.

Gimu è il dovere (obbligo), shuhi significa segretezza.

Con questa decisa espressione si indica dunque il codice di segretezza delle geisha.

Le geisha infatti devono vivere rispettando sempre, anche quando lasciano la carriera, lo shuhi gimu ossia un codice di segretezza che proibisce loro di rivelare i segreti del karyūkai a coloro che sono estranei a questo mondo.

E’ una delle doti morali che più ammiro nelle farfalle danzanti e lo stesso provano i loro clienti: possono essere certi che le delicate confidenze e tutte le altre parole pronunciate nell’intimità di una teahouse non usciranno mai dalle pareti scorrevoli dell’o-chaya.

Non a caso la raffinata Mineko Tanaka, più nota come Mineko Iwasaki (il cognome della proprietaria dell’okiya che la adottò da bambina), decise di fare causa ad Arthur Golden dopo la pubblicazione del tanto discusso romanzo: agli occhi di tutta Kyōto, ella apparve come una traditrice del mondo fluttuante! Per cercare di cancellare il terribile disonore Mineko ha deciso anche di scrivere un altro libro in cui racconta la sua storia di geisha e la quotidianità nel karyūkai.

Forse anche noi dovremmo adottare la stessa condotta delle maiko e delle geiko quando un amico ci confida un suo prezioso segreto!  

Kikyo ~ Hana Kanzashi

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La maiko Toshiteru della okiya (geisha-house) Komaya, appartenente al distretto di Miyagawa-cho, ritratta da Onihide.

L’estate si allontana, per lasciare il posto all’autunno…

Ed anche i fiori tra i capelli delle maiko (apprendiste geisha) di Kyōto cambiano colore: i petali di settembre sono quelli del Kikyo (campanula).

La maiko Ayano di Gion Kobu, ritratta da Onihide.