Ureshii Hinamatsuri! [Felice Hinamatsuri]

Ayano, Flickr, Fukunami, Fukuteru, Hinamatsuri, Japananese life style, living flowers, maiko, YouTube

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La maiko Ayano (彩乃), fotografata da Onihide.

Il tre marzo, in Giappone, si tiene il Festival delle Bambole: Hinamatsuri (雛祭り).

La festa risale all’epoca Heian (794-1192), quando si celebrava il terzo giorno del terzo mese nel calendario lunare (corrispondente all’attuale aprile). In quel tempo era usanza festeggiare la primavera fabbricando bambole di carta (hina) sulle quali trasferire, con una cerimonia magica, malattie e sventure che avrebbero potuto affliggere la famiglia. Era la hina-nagashi (bambola galleggiante). Esse venivano poi gettate in un fiume eseguendo riti esorcistici. Ma nel dodicesimo secolo la nobiltà trasformò la festa in un’esibizione di bambole riccamente abbigliate con i costumi della corte imperiale, quale augurio di vita prospera e di un felice matrimonio. Dopo il diciassettesimo secolo l’usanza si diffuse in tutte le classi sociali e con l’adozione del calendario gregoriano la festa, oggi, ricorre il tre marzo.

Ureshii Hinamatsuri! [Felice Hinamatsuri]

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living dolls

Il tre marzo, in Giappone, si tiene il Festival delle Bambole: Hinamatsuri (雛祭り).

La festa risale all’epoca Heian (794-1192), quando si celebrava il terzo giorno del terzo mese nel calendario lunare (corrispondente all’attuale aprile). In quel tempo era usanza festeggiare la primavera fabbricando bambole di carta (hina) sulle quali trasferire, con una cerimonia magica, malattie e sventure che avrebbero potuto affliggere la famiglia. Era la hina-nagashi (bambola galleggiante). Esse venivano poi gettate in un fiume eseguendo riti esorcistici. Ma nel dodicesimo secolo la nobiltà trasformò la festa in un’esibizione di bambole riccamente abbigliate con i costumi della corte imperiale, quale augurio di vita prospera e di un felice matrimonio. Dopo il diciassettesimo secolo l’usanza si diffuse in tutte le classi sociali e con l’adozione del calendario gregoriano la festa, oggi, ricorre il tre marzo.

Le cinque felicità

Japananese life style

Cosa riuscite a vedere sopra la nave, nella foto?
Sapreste riconoscere gli oggetti all’interno?

Si tratta della Takarabune (treasure boat), carica dei preziosi takaramono (sette tesori) quali le balle di riso, i magici martelli della Fortuna, lo splendido corallo, i sacchi d’oro, i sacri testi buddisti, i senryōbaku (千両爆, scatole da 100 ryō) e i cappelli od ombrelli o impermeabili di paglia. Nell’antico Daichi Doron (大智度論, Discorsi sulla Grande Saggezza) già sono elencati i sette tesori: riso, tama (gioiello), oro, argento, kakuregasa (l’ombrello che rende invisibili), kakuremino (la veste che rende invisibili) e agata.
A volte, potete ammirare a bordo anche gli Shichifukujin (七福神, le Sette Divinità della Fortuna) e la loro fluttuante vela è decorata con un grande kanji di Kotobuki che significa longevità.
La Takarabune è diventata popolare, come simbolo di buona sorte, nell’era Edo e da allora è rimasta tra i preferiti motivi di favorevole auspicio. Ogni giapponese si augura di vederla navigare durante l’hatsuyume, ovvero nel sogno tra il primo e il secondo giorno del nuovo anno, poiché allora i dodici mesi che verranno gli doneranno i cinque fuku (, felicità): lunga vita, salute, benessere, amore della virtù e morte dopo una veneranda età.
Per questo mettono un’immagine della magica nave sotto il cuscino, in quella notte…