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Hana Ikusa ~ 花いくさ

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Guarda il video di Hana Ikusa (2007) su Family Videos

Hana Ikusa significa battaglia del fiore. La storia è ispirata alla vita della celebre Mineko Iwasaki, la famosa artista di Gion alla cui esperienza allude anche Memorie di una geisha.

Inoue Mao è incantevole nel ruolo della protagonista!


Little Songs of the Geisha

Your heart

Flip-flops and changes

Like a marionette.

There’s someone in the shadows

Pulling your strings.

Karakuri no

Patto – kawarishi

Omae no kokoro

Kage de ito hiku

Hito ga aru

…Sto leggendo questo delizioso saggio di Liza Dalby e mi ha talmente affascinato da spingermi a proprorle di curarne la traduzione italiana, per una nuova edizione riveduta e ampliata.

Il suo mi ha stupito e reso felice, allo stesso tempo. Dunque mi metto subito al lavoro!

Grazie, cara Liza, sarà un onore collaborare con te.

Il tuo cuore

Ondeggia e muta

come una marionetta.

Qualcuno, nell’ombra,

tira i tuoi fili.

Little Songs of the Geisha, Liza Dalby.

Umi no futa

Il coperchio del mare

(canzone, testo di Hara Masumi)

Alla fine dell’estate chi è stato l’ultimo a uscire dal mare?

L’ultimo è tornato a casa senza chiudere il coperchio del mare

E da allora per tutto questo tempo il mare è rimasto scoperchiato

I ciliegi, le dalie, le creste di gallo

I girasoli, le margherite e i papaveri

Perché continuano a fiorire

Ancora e ancora

In questo mondo senza te?

La terra è sommersa fino alle ginocchia dall’acqua del mare

Le maree aumentano e influenzano la luna

E visto che il mare è rimasto scoperchiato

La luna si è gonfiata in un plenilunio fasullo

Non guardare il viola all’esterno

Dell’iride che circonda la luna: è un veleno!

I melograni, le akebia, i fichi

I mirtilli, le fragole di bosco e l’uva selvatica

Perché continuano a maturare

Ancora e ancora

In questo mondo senza te?

Le donne piangono e anche gli uomini piangono guarda!

La tristezza gli arriva all’altezza dei pantaloni

E visto che il mare è rimasto scoperchiato

La notte si estende sempre più senza mai sovrapporsi

Ormai è da giorni che siamo fermi a ieri

Nessuno in città se n’è accorto

Orione, Canopo, Perseo,

Cassiopea e l’Orsa Maggiore

Perché continuano ad apparire

Ancora e ancora

In questo mondo senza te?

Di qui in avanti io

Incontrerò ancora molte persone

“Buongiorno” “Bel tempo, eh?” “Che pioggia fastidiosa!” “Stia bene!”

In questo mondo senza te…

Buongiorno Buonasera Scusi, che ore sono? Siete stati tutti bene dall’ultima volta che ci siamo visti? Permesso? Ti amo Ci vediamo dopo Ultimamente le giornate si sono accorciate, eh? Anche oggi c’è un’umidità terribile Bene o male, anche quest’anno sta per finire Dicano pure quello che vogliono, niente batte il mare d’estate Addio, non ci vedremo mai più! Pronto? Pronto? Le chiedo scusa per l’altro giorno Le chiedo perdono per l’altro giorno Le chiedo venia per l’altro giorno Le chiedo… Al momento siamo assenti A ogni modo, piove moltissimo…

Alla fine dell’estate chi è stato l’ultimo a uscire dal mare?

L’ultimo è tornato a casa

senza chiudere il coperchio del mare

E da allora per tutto questo tempo il mare è rimasto scoperchiato…..

“L’ultima volta che siamo andate a fare il bagno mi sono dimenticata di ringraziare il mare.”

“Non mi dire! Sai che lo faccio sempre anch’io? Alla fine dell’estate, quando esco dall’acqua per l’ultima volta.”

Ero talmente felice che il viso mi si illuminò in un sorriso. Avevamo trovato un’altra cosa in comune.

Ti ringrazio, o mare, per avermi concesso di immergermi nelle tue acque. Grazie per esserci stato anche quest’estate. Ti prego, lasciami nuotare dentro di te anche il prossimo anno.

Quando faccio l’ultimo bagno della stagione, vorrei che non finisse più, e restare in acqua per sempre. Ma quando il sole comincia a tramontare, non mi resta che uscire. Per una qualche ragione l’acqua tiepida mi si attacca alla pelle, come se non volesse lasciarmi. E ho l’impressione che una parte del mio corpo e della mia anima si sia sciolta tra le onde. Anche se con grande tristezza, mi rassegno all’idea solo quando sono già fuori del tutto e l’acqua mi arriva alle caviglie.

(Pagine 90 e 91)

Lanterne

Bon è la ricorrenza buddista più importante del Giappone. Festa delle lanterne, festa dei morti, Ognissanti buddista: sono questi i diversi nomi che la indicano. Si dice che il tredici luglio (o agosto, a seconda del calendario che si segue) le anime degli antenati facciano visita ai discendenti per ricevere offerte di cibo e fiori sugli altari domestici buddisti. Poi, il quindici o il sedici, viene loro cortesemente mostrata la via del ritorno all’oltretomba.

Uno dei modi per accompagnare indietro le anime dei defunti è okuribi, che consiste nell’accendere fuochi o lanterne a illuminare la strada. A Kyoto, la sera del sedici agosto vengono eretti falò in diversi punti delle montagne, a forma di oggetti propiziatori: una barca e il tradizionale arco quadrato torii. Il fulcro della manifestazione è rappresentato dal carattere dai, che significa grande, e viene acceso sulla montagna orientale che prende nome proprio da questo fatto: Daimonji. E’ spettacolare vedere l’intera cima di una montagna incendiata dall’enorme carattere dai. Tutta la città di Kyoto, gremita di turisti provenienti da ogni parte del Giappone, esce ad ammirare questa versione assolutamente straordinaria di okuribi.

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The Silent Pilgrimage

Late one afternoon she and I were talking and the subject of the ‘silent pilgrimage’ came up. The ‘silent pilgrimage’ is something that takes place during the Gion Festival, though few people know about it. I had heard a rumour that Yuriko went on the ‘silent pilgrimage’ and I wanted to know if it was true.

The Gion Festival has taken place in Kyoto for over one thousand years, and is considered one of the three most important festival in Japan. The festival starts at the end of June and continues until 24 July, and involves a number of Shinto ceremonies and rituals. On 17 July the local gods are invited to come into their sacred palanquins known as omikoshi and are taken out into the community for the final week of the festival. They are carried on the shoulders of the bearers from the main residence at Yasaka Shrine, down Shijo Street, to their temporary shrines on Shinkyogoku Avenue. The ‘silent pilgrimage’ takes place during this one-week period.

‘I’d like take part in the pilgrimage, too,’ I told her. ‘What do I have to do to be included?’

‘It’s not something you join. It’s something you decide to do by yourself and you do it alone, in private. But, still, if you really want your prayer to come true, they say you have to do it for three years in a row,’ she answered. ‘And you can’t tell anybody else that you are doing it. That’s part of its power. You have to do it in silence. Keep your eyes lowered. Don’t make eye-contact with anyone else. Concentrate completely on whatever is hidden in your heart. Keep your prayer in your mind the entire time, since that is the reason for the pilgrimage.’

I was very moved by her description. Yuriko had very distinct features, unlike an ordinary Japanese face. Her eyes were staggeringly beautiful. They were large, with soft brown centres. She didn’t explicitly tell me what I wanted to know, but she offered me a smile that revealed the truth.

I couldn’t stop wondering why Yuriko was making the pilgrimage. What was it that she wanted so badly?

Geisha of Gion, Mineko Iwasaki with Rande Brown