Categoria: Kotoha

A caccia di autografi, nel kariūkai! (^_^)

Quando arriva dicembre in Giappone si preparano i mochi e, spesso, si decorano gli alberi con questi come se fossero dei bianchi fiori. Dunque anche le maiko ritengono di buon auspicio indossare dei kanzashi che esibiscano simbolici mochibana (letteralmente fiori di mochi).

L’ornamento del mese contiene anche due piccole etichette di carta bianca che simboleggiano lignei maneki: le insegne che vengono affisse all’entrata del teatro Minamiza, a dicembre, per mostrare i nomi degli attori di kabuki che si stanno esibendo all’interno.

Quale ulteriore elemento possono utilizzare anche foglie di bambù e altri portafortuna come un dado, un maneki neko (letteralmente gatto che ti chiama), un bersaglio e una freccia.

Durante la prima settimana di dicembre, le geiko (geisha nell’antico dialetto di Kyoto) e le maiko dei cinque hanamachi si recano presso il teatro Minamiza (in Gion) e assistono ad una speciale rappresentazione di kabuki, nota come Kaomise Souken (  顔見世総見、): si può tradurre, più o meno, come apparizione ad una performance o mostrare il volto. Ogni distretto partecipa in un giorno diverso.

Le geisha e le apprendiste siedono tutte insieme nel Sajiki, così gli spettatori possono ammirare anche loro oltre lo spettacolo. La vista, nell’insieme, è meravigliosa.

I migliori attori di kabuki si esibiscono al Minamiza per 26 giorni, nel mese di dicembre: la tradizione della Kaomise e dei lignei maneki ha più di trecento anni.

Le maiko, in questa occasione, chiedono ai due artisti preferiti di autografare i loro maneki.

O almeno così dovrebbe essere: in realtà se osservate le loro teste noterete che spesso le maiko di una stessa okiya hanno tutte le stesse due firme, tra i capelli (come se ci fosse una disposizione ben precisa a priori).

Il 2 dicembre Onihide ha incrociato le artiste di Gion Kobu!

La geisha Kotoha mostra il suo biglietto. Che tristezza sapere che sta per lasciare Gion: ha deciso di abbandonare la carriera per potersi sposare con il proprio compagno.

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祇園祭 [Gion Matsuri]

Mameharu_7 luglio 2009

Al centro, la maiko Mameharu fotografata da Michael Chandler.

“♪Kon Kon Chikichin Kon Chiki Chin”.

Tra le vie di Kyoto, ormai risuona incessantemente la Gion Bayashi, una musica speciale tipica del Gion Matsuri. Prende forma dal dialogo tra il fue (tipico flauto giapponese di bambù), il taiko (tamburo) e il kane (piccolo gong). Il ritmo della Gion Bayashi è indicato con l’espressione kon-chiki-chin, usando le sillabe che imitano il suono del kane.

“♪Kon Kon Chikichin Kon Chiki Chin”.

Se provate a canticchiare questa frase, dopo averla ascoltata a lungo, non percepirete altro che Kon chiki chin. Strano, vero? Ma in realtà queste tre parole rappresentano solo il principio di tutte le note.

Satomi al Gion Festival 2009

La maiko Satomi, fotografata da Michael Chandler (Momoyama), il 17 luglio 2009.

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八朔 ~ Hassaku

Wakana, fotografata da william.chester (1 agosto 2006).

Oggi, nel karyūkai, si festeggia l’Hassaku. Questa ricorrenza viene osservata all’inizio di agosto ed è un’occasione per esprimere il proprio ringraziamento a tutti coloro che ti hanno aiutato nella prima metà dell’anno.

L’Hassaku 2008, in Miyagawa-cho, fotografato da Momoyama.

Nei cinque distretti della città di Kyoto, tutte le geiko e le maiko fanno visita alle o-chaya e ai rispettivi insegnanti delle arti tradizionali per mostrare gratitudine, in conseguenza del sostegno ricevuto, e domandare il loro favore anche in futuro.

Yasuha, Kotoha e Suzuha, fotografate da william.chester (1 agosto 2006).

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祇園祭 [Gion Matsuri]

“Evening Breeze”, fotografia di love_child_kyoto.

祇園祭は、千百年の伝統を有する八坂神社の祭礼です。

古くは、祇園御霊会(ごりょうえ)と呼ばれ、貞観11年(869)に京の都をはじめ日本各地に疫病が流行したとき、「これは祇園牛頭天王の祟りである」と して、平安京の広大な庭園であった神泉苑に、当時の国の数-66ヶ国にちなんで66本の鉾を立て、祇園の神を祭り、さらに神輿をも送って、災厄の除去を 祈ったことにはじまります。

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