Oni wa soto! Fuku wa uchi! (^_^)

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Oni wa soto! Fuku wa uchi!
鬼は外! 福は内!

Fuori gli spiriti maligni, dentro la buona sorte.

Sogno e realtà. Incanto della realtà o realtà dell’incanto?

Nell’Obake (お化け) luce e ombra, ragione e fantasia, si fondono insieme…

Dunque un magico Obake a tutti, amici miei!

Makiko, Yukako, Mameyoshi e Suzuko mascherate per l’occasione; fotografia di Dave Lumenta.

Kaomise Souken ~ 顔見世総見、

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Photo-session di Onihide nel Seishouen dell’Higashi-Honganji:
la maiko Mameyuri 豆ゆり.

…A Kyōto, è tempo di Kaomise Souken!

Le maiko Tomoyuki, Chizu e Mitsuna davanti al teatro (foto di Onihide).

Kyoto Higashiyama Hanatōro 2010

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La maiko Keiko 圭衣子 di Gion Kobu fotografata da Onihide, il 13 marzo 2010.

La via del fiore e della luce si accende, in città, dal 13 al 22 marzo. Vi servirà almeno un’ora per esplorare completamente i suoi 4,6 chilometri!

Il Lanterns Festival si celebra, a Kyōto, solo dal 2003: lo scopo è quello di promuovere il turismo in questo specifico mese. Duemilaquattrocento lanterne di sei tipi differenti si sono materializzate in Higashiyama, da Sanjo a Gojo, e splendide decorazioni floreali profumano il parco Maruyama-koen.

I templi e i santuari della zona illuminano i propri edifici e i maestosi alberi. In questi spettacolari dieci giorni si possono ammirare tanti eventi culturali differenti!

I love the Obake’s Time! (^_^)

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Sogno e realtà. Incanto della realtà o realtà dell’incanto?

Nell’Obake (お化け) luce e ombra, ragione e fantasia, si fondono insieme.

I giapponesi sono soliti festeggiare il Setsubun (l’ultimo giorno dell’inverno, il 3 febbraio) e il Risshun (il primo giorno della primavera, il 4 febbraio) come se fossero la celebrazione per la fine dell’anno e di Halloween nello stesso tempo.

Fortunate le maiko che hanno partecipato alla cerimonia del Mamemaki (lancio dei fagioli).

La maiko Sakiko 紗貴子 di Gion Kobu durante il Mamemaki al tempio Yasaka, fotografata da Onihide.

Tsuru no ongaeshi [La gratitudine della gru]

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La geiko Tsuneyuu – つね有, riflessa negli occhi dell’artista Onihide.

Gion è il distretto dell’intrattenimento e dello spettacolo che sbocciò, all’inizio dell’era Edo (1600-1868), fuori dalle porte del santuario Yasaka.

Le costruzioni originarie erano dei luoghi di riposo (mizu chaya) nei quali venivano serviti tè, sake e vivande ai pellegrini in visita al Yasaka Shrine. A un certo punto le geiko cominciarono a intrattenere i propri clienti negli edifici originali e questi divennero il quartiere delle geisha di Gion: molto famoso per la Miyako Odori celebrata ogni mese di aprile quando gli alberi di ciliegio, in Kyoto, raggiungono la piena fioritura. In autunno inoltre si celebra la Onshu-kai, sempre seguendo la tradizionale Scuola Inouye.

L’originario quartiere di Gion venne più tardi diviso in due differenti quartieri: Cobu e Otsubu (1881). Al termine della Seconda Guerra Mondiale Otsubu diventò Gion Higashi (祇園東) invece Cobu mantenne il suo nome: Gion Cobu.

Mentre tutti gli altri hanamachi tengono le loro speciali danze annuali in primavera, Gion Higashi è l’unico che rappresenta la sua Gion Odori in autunno, al Gion Kaikan (1/11-10/11). La tradizione artistica è quella della Scuola Fujima.

La performance di quest’anno è particolarmente pittoresca!

All’inizio si svolge, come è tradizione, una cerimonia del tè in cui una geiko ha il ruolo di temae-san (colei che, in prima persona, celebra il rito) e una maiko quello di hanto-san (aiutante).

Nel primo atto dello spettacolo, il sipario si apre mostrandoci sul palco le senior maiko di Gion Higashi: Kanoka, Tsunemomo, Umeha, Miharu e Kotomi. Le incantevoli fanciulle ammirano i rotoli di seta in un negozio di splendidi kimono. Appena le artiste vanno via, i rotoli di seta che loro stavano accarezzando prendono vita: gli spiriti delle preziose stoffe sono interpretati dalle geiko-san dell’hanamachi.

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Le geiko Masayo, Masami, Mariko, Tsuneyuu e Hinagiku fotografate da Onihide.

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Le geiko Masayo, Masami, Mariko e Tsuneyuu viste da Onihide.

Ogni geisha indossa un meraviglioso kimono e danza in uno stile differente dalle altre.