Glad To Be Geisha

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Come una marionetta (karakuri) incantata rompe i fili che la imprigionano per diventare una bambina così la maiko, lentamente e faticosamente, spezza i fili di seta che la guidano per trasformarsi in una vera geisha.

Mai è la danza, ko è la fanciulla. Cinque anni di formazione nelle arti tradizionali, il trauma della separazione dalla famiglia e dagli amici, l’accettazione di un nuovo nome e di una nuova sé, tutto per diventare una geisha: una Persona d’Arte. Un’opera d’arte in movimento alla ricerca continua dell’Iki (perfezione e raffinatezza).

Una geisha persegue l’arte (gei) come vita: se per lei il gei è vita, allora è anche vero che la sua esistenza deve diventare arte. Levigare la propria vita in un’opera d’arte, per quanto possa sembrare un’ambizione elevata agli occhi degli occidentali, è l’idea che sottende alla disciplina di una vera geiko.
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Il Fiore dai Mille Colori

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…Un’altra giornata indimenticabile… Prima la passeggiata nel caleidoscopio di petali del giardino botanico di Kyōto (il più grande del Giappone). C’era anche una maiko per un servizio fotografico, le farfalle confuse sostavano sui petali dei suoi kanzashi…  ;)

Era la maiko Tomitsuyu, facente parte dell’okiya (casa di geisha) Tomikiku in Gion Higashi.

Poi le silenziose vie del Kamishichiken

Le maiko Katsune e Katsuna escono per andare ad un o-zashiki (geisha party)…   :)

Maiko san all'uscita del Kitano Odori

souka ( sooka) そうか!

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Ieri la passeggiata tra le ammalianti lanterne di Gion Kobu (祇園甲部) e l’accecante sfarzo del Miyako Odori, con la maiko (apprendista geisha) Mameharu まめ春 e la geiko (geisha) Tsuruha つる葉 che hanno celebrato la cerimonia del tè (Cha no yu 茶の湯), prima dello spettacolo…

…Oggi ho avuto il privilegio di essere tra gli spettatori del Kitano Odori (北野をどり), nell’antico hanamachi del Kamishichiken (上七軒).

La cerimonia del tè è stata celebrata dalla geisha Ichiteru 市照 e dalla maiko Naokinu 尚絹, la nuova sorella minore di Naosome. Naokinu ha debuttato il 16 marzo scorso con l’okiya Nakazato 中里 di Kamishichiken.

Shuhi gimu

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Il debutto della maiko Satohina さと雛 dell’okiya Nakazato di Kamishichiken fotografata da Onihide.

Gimu è il dovere (obbligo), shuhi significa segretezza.

Con questa decisa espressione si indica dunque il codice di segretezza delle geisha.

Le geisha infatti devono vivere rispettando sempre, anche quando lasciano la carriera, lo shuhi gimu ossia un codice di segretezza che proibisce loro di rivelare i segreti del karyūkai a coloro che sono estranei a questo mondo.

E’ una delle doti morali che più ammiro nelle farfalle danzanti e lo stesso provano i loro clienti: possono essere certi che le delicate confidenze e tutte le altre parole pronunciate nell’intimità di una teahouse non usciranno mai dalle pareti scorrevoli dell’o-chaya.

Non a caso la raffinata Mineko Tanaka, più nota come Mineko Iwasaki (il cognome della proprietaria dell’okiya che la adottò da bambina), decise di fare causa ad Arthur Golden dopo la pubblicazione del tanto discusso romanzo: agli occhi di tutta Kyōto, ella apparve come una traditrice del mondo fluttuante! Per cercare di cancellare il terribile disonore Mineko ha deciso anche di scrivere un altro libro in cui racconta la sua storia di geisha e la quotidianità nel karyūkai.

Forse anche noi dovremmo adottare la stessa condotta delle maiko e delle geiko quando un amico ci confida un suo prezioso segreto!