Categoria: Ichimame

Oni wa soto! Fuku wa uchi! (^_^)

Oni wa soto! Fuku wa uchi!
鬼は外! 福は内!

Fuori gli spiriti maligni, dentro la buona sorte.

Sogno e realtà. Incanto della realtà o realtà dell’incanto?

Nell’Obake (お化け) luce e ombra, ragione e fantasia, si fondono insieme…

Dunque un magico Obake a tutti, amici miei!

Makiko, Yukako, Mameyoshi e Suzuko mascherate per l’occasione; fotografia di Dave Lumenta.

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Dreaming of Baika-sai ღ

Geiko Naosome by Dave Lumenta.

E’ arrivato il giorno tanto atteso del Baika-sai!

I più fortunati, tra noi, avranno l’onore e il piacere di partecipare al nodate (cerimonia del tè all’aperto) in cui 30 maiko e geisha di Kamishichiken serviranno gli ospiti incantati.

Geiko Naosome by Onihide.

Geiko Naosome by Dave Lumenta.

Ichiteru, Naokazu, Umehisa, Katsuya by Onihide.

Naokazu by Michael Chandler/Momoyama.

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I love the Obake’s Time! (^_^)

Sogno e realtà. Incanto della realtà o realtà dell’incanto?

Nell’Obake (お化け) luce e ombra, ragione e fantasia, si fondono insieme.

I giapponesi sono soliti festeggiare il Setsubun (l’ultimo giorno dell’inverno, il 3 febbraio) e il Risshun (il primo giorno della primavera, il 4 febbraio) come se fossero la celebrazione per la fine dell’anno e di Halloween nello stesso tempo.

Fortunate le maiko che hanno partecipato alla cerimonia del Mamemaki (lancio dei fagioli).

La maiko Sakiko 紗貴子 di Gion Kobu durante il Mamemaki al tempio Yasaka, fotografata da Onihide.

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Kamishichiken Shigyōshiki

Geiko Naosome by Onihide.

Oggi il distretto di Kamishichiken (上七軒), uno dei più antichi, raffinati nonché il mio prediletto tra gli hanamachi di Kyōto, celebra la cerimonia della Shigyōshiki.

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A caccia di autografi, nel kariūkai! (^_^)

Quando arriva dicembre in Giappone si preparano i mochi e, spesso, si decorano gli alberi con questi come se fossero dei bianchi fiori. Dunque anche le maiko ritengono di buon auspicio indossare dei kanzashi che esibiscano simbolici mochibana (letteralmente fiori di mochi).

L’ornamento del mese contiene anche due piccole etichette di carta bianca che simboleggiano lignei maneki: le insegne che vengono affisse all’entrata del teatro Minamiza, a dicembre, per mostrare i nomi degli attori di kabuki che si stanno esibendo all’interno.

Quale ulteriore elemento possono utilizzare anche foglie di bambù e altri portafortuna come un dado, un maneki neko (letteralmente gatto che ti chiama), un bersaglio e una freccia.

Durante la prima settimana di dicembre, le geiko (geisha nell’antico dialetto di Kyoto) e le maiko dei cinque hanamachi si recano presso il teatro Minamiza (in Gion) e assistono ad una speciale rappresentazione di kabuki, nota come Kaomise Souken (  顔見世総見、): si può tradurre, più o meno, come apparizione ad una performance o mostrare il volto. Ogni distretto partecipa in un giorno diverso.

Le geisha e le apprendiste siedono tutte insieme nel Sajiki, così gli spettatori possono ammirare anche loro oltre lo spettacolo. La vista, nell’insieme, è meravigliosa.

I migliori attori di kabuki si esibiscono al Minamiza per 26 giorni, nel mese di dicembre: la tradizione della Kaomise e dei lignei maneki ha più di trecento anni.

Le maiko, in questa occasione, chiedono ai due artisti preferiti di autografare i loro maneki.

O almeno così dovrebbe essere: in realtà se osservate le loro teste noterete che spesso le maiko di una stessa okiya hanno tutte le stesse due firme, tra i capelli (come se ci fosse una disposizione ben precisa a priori).

Il 2 dicembre Onihide ha incrociato le artiste di Gion Kobu!

La geisha Kotoha mostra il suo biglietto. Che tristezza sapere che sta per lasciare Gion: ha deciso di abbandonare la carriera per potersi sposare con il proprio compagno.

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