#AGeishaDay: hangyoku Tazusa たず紗

A Kyōto le chiamano maiko (舞妓), fanciulle danzanti.
A Tokyo sono le hangyoku (半玉), metà gioiello poiché sono a metà strada nel percorso per diventare una geisha. E quindi, negli ozashiki, ricevono un compenso che è pari alla metà di quello delle onesan (sorelle maggiori)!
A differenza delle maiko di Kyōto che non indossano parrucche rituali (finché non diventano geiko), le hangyoku possono farlo anche prima del loro debutto da geisha.

Solo a Kyōto puoi iniziare a lavorare, come maiko, a 15 anni. Nel resto del Giappone devi avere minimo 18 anni. Quindi, a Tokyo, le hangyoku iniziano la formazione professionale più tardi: se, quando cominci, hai tra i 21 e i 24 anni sarai appellata come hangyoku, se invece sei più grande sarai una geisha.

Una questione di età dunque, non di formazione professionale (che dura comunque tutta la vita).

I fortunati ospiti di #AGeishaDay potranno incontrarne una!

Prenota subito il tuo percorso, qui, la disponibilità è limitata.

Oggi, ve la presentiamo: si chiama Tazusa たず紗.

Questa incantevole hangyoku si sta specializzando nelle arti tradizionali, studiando ogni giorno la danza, il taiko, lo shamisen e il canto.
Come la sua onesan, la geisha Asaka 明紗香, anche lei non vede l’ora di incontrare i geisha fan italiani e di esibirsi per noi!

Proviene dalla prefettura di Niigata e ha studiato all’estero, nelle Filippine.
Prima di iniziare il suo apprendistato aveva già studiato lo shamisen, per un paio di anni, quindi è molto più brava rispetto alle altre trainee.
Tazusa è una ragazza incantevole e piena di grazia.

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Quando e perché hai deciso di diventare una geisha?
Ormai più di un anno fa. Fino a quel momento facevo un altro lavoro e suonare lo shamisen e ballare minyo, le canzoni folk tradizionali, erano solo degli hobby.

Quelle arti mi piacevano e mi rendevano felice, più del mio lavoro, così un giorno ho compreso che desideravo continuare a praticarle, in una professione che, purtroppo, sta scomparendo. Essere una geisha è come una sfida, per riuscire a diventare una specie di artista mistica. Sono orgogliosa della mia decisione e mi piace imparare cose nuove ed esibirmi ogni giorno per gli ospiti delle ochaya (le case del tè).

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Tra le arti che studi, quale preferisci?
Preferisco studiare la danza, le percussioni per i festival, e cantare hauta (brevi canzoni eleganti per i banchetti).

 

Perché hai accettato di venire in Italia?
Visitare l’Italia è sempre stato uno dei miei grandi sogni in quanto rispetto profondamente le leggi italiane che proteggono il paesaggio urbano e il patrimonio ambientale. Spero che potremo condividere, a vicenda, le nostre belle arti!

Grazie, di cuore, per avermi invitata.

 

 

Se anche tu, come me, desideri che il mondo magico e unico delle geisha non scompaia, partecipa agli eventi di #AGeishaDay. Il ricavato sarà devoluto a questa importante missione.
La geisha non deve estinguersi.

Prenota qui il tuo percorso.

 

#AGeishaDay
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Direttore artistico e produttore Miriam Bendìa
Location Workshop 9/9/2018 Bollywood Club Roma di Gabriella Singh
Location Japanese Ozashiki 11/9/2018 Rokko
Location Italian Ozashiki 14/9/2018 Fiorditè di Laura Manunta
Location Workshop 15/9/2018 Gur Prasad Centro Olistico Roma di Paola Mastrobuono Surinderpal Kaur
Supporto linguistico Istituto Il Mulino
Consulenza organizzativa Ochacaffe’ Giappone
Fotografo ufficiale Roberto Martino Workshop, Photoshop & Fotografia
Sound Designer DJ Shiru
Ufficio Stampa Elisabetta Calmanti & Chiara Calpini
Agenzia di Comunicazione Bake Agency
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Hangyoku Tazusa, Antonella D'Amato e la geisha Asaka
Hangyoku Tazusa, Antonella D’Amato e la geisha Asaka (ozashiki del 20 luglio 2018).

 

Cover: la maiko Miyofuku e la geisha Toshiteru di Miyagawa-cho (Hanabutai, 22 Marzo 2008). Fotografia di Dave Lumenta tratta da “Diario di una maiko” di Miriam Bendìa (Casadei Libri Editore).

Riprese e fotografie della hangyoku Tazusa e della geisha Asaka: grazie ad Antonella D’Amato e a Riccardo Ridere “inviati speciali” per #AGeishaDay in Giappone (ozashiki del 20 luglio 2018).

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